ALZARE LA VOCE

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Gwen

Post by Gwen »

Lelia wrote:Il senso di colpa secondo me non va confuso con la consapevolezza di aver sbagliato, e credo che Viola intendesse questo.
Il senso di colpa è irrazionale e mina la lucidità. La consapevolezza di aver fatto un errore invece è costruttiva.
Credo semplicemente che non vi siate intese sui termini.
In ogni caso Enza (Viola) resta per me un punto di riferimento, visto che ha tirato su benissimo 4 figli e ora si occupa tanto delle sue due nipotine.
No ma il fatto che Viola abbia tirato su 4 figli mi fa comunque stare molto all'ascolto di quel che ha da dire nella pratica eh.
Comunque la consapevolezza di aver sbagliato non esclude il senso di colpa no? A dire il vero non riesco a capire come possa esistere senso di colpa senza consapevolezza di aver sbagliato :mumble:
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Lelia
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Post by Lelia »

Gwen wrote:Comunque la consapevolezza di aver sbagliato non esclude il senso di colpa no? A dire il vero non riesco a capire come possa esistere senso di colpa senza consapevolezza di aver sbagliato :mumble:
Sono d'accordo. Ma può esistere la consevolezza dell'errore senza senso di colpa, che secondo me sarebbe la via ottimale, anche se purtroppo non sempre possibile, proprio perché il senso di colpa è irrazionale e difficilmente razionalizzabile.
I'm selfish, impatient and a little insecure.
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But if you can't handle me at my worst, then you sure as hell don't deserve me at my best.
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Gwen

Post by Gwen »

Paola M. wrote:Sapete che problema c'è Gwen e Chloé, che voi apparite "madri immaginarie" nel senso che siete piene di buoni propositi, ottime aspettative, tanta buona volontà e sicurezza che non guasta, però siete "fragili" come il bambino immaginario, perché dovreste fare i conti con una bambina, come mia figlia che sale perennemente sul tavolo e se non urlo: maddalena scendi, nemmeno alla ventesima volta che la allontano si decide a non salire.

Io devo farle PAURA. So che in quel momento la sua paura NON è quella di cadere (lo sapete vero che i bambini fino ai 5/6 anni NON hanno proprio le sinapsi che collegano alcuni neuroni che comandano il concetto: causa/effetto? e che quindi finché NON cadono quello che voi dite: scendi dal tavolo perché cadi per loro è ARABO?) ma è PAURA della mia reazione, ma è solo per salvarle la pelle perché ha due anni e l'ha già rischiata diverse volte.

Con Jacopo, primogenito era diverso, nemmeno lui avrà avuto le sinapsi a due anni, ma lui era un pauroso a prescindere, già la vertigine del salire sul tavolo era ed è un'emozione troppo forte che ancora adesso non vuole vivere. Quindi era facile allontanarlo dal pericolo.

Io mi auguro che voi abbiate vita facile come l'ho avuta io, quel che adesso perplime è questa vostra tendenza alla perfezione (che è una bella cosa) ammesso e non concesso che poi sappiate scontrarvi con la vostra "umanità", col fatto che i vostri figli potranno non recepire se non con un urlo il fatto di scendere dal tavolo e voi sappiate accettare di aver in qualche maniera fallito nell'intento di non farlo.
Paola la possibilità che poi nella pratica si fallisca ci sta tutta, è possibilissimo.
Infatti dico che può capitare, e può capitare anche a me.
Persò se capita una volta, due, tre, è un errore umano, da riconoscere come tale (parlo di me che lo vedo come errore in quanto comportamento da non tenere), se poi diventa routine in un certo ambito con mio figlio vorrà dire che avrò fallito perchè mi sono adagiata e sono stata incapace di trovare un metodo alternativo che sono sicura ci sia.

Quello che vorrei far capire è che posso fallire anche io, ma che se questo accadesse non è perchè finalmente capisco che urlare è l'unico metodo che funziona, ma è che sarei io a non essere capace di fare meglio.
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