ALZARE LA VOCE

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Chloe83

Post by Chloe83 »

Lella wrote:Viola si riferisce all'ansia da prestazione a essere perfetta con i figli.
Io per esempio tendo a far passare loro il messaggio che spesso anche gli adulti possono sbagliare, compresi mamma e papà.
Poi io non dubito per forza che Chloe e Gwen possano riuscire a restare sulla loro linea, io so già di mio che così non potrei essere, posso tendere a esserlo ma so che comunque potrò sbagliare nelle reazioni, anzi a volte è capitato, mi sono sentita malissimo e ho chiesto scusa.
Viola non coglie che essere intransigenti su questioni isolate non equivale ad avere una generalizzata smanìa di perfezione. Equivale a non vole lasciare che la rabbia o un'altra emozione negativa ci snaturi, ci porti a essere diversa da quello che siamo. Urlare è una cosa che mi pone estremamente a disagio perchè non mi piace, non sono così, mi fa sentire a disagio con me stessa che una rabbia momentanea e di poco conto (come può essere quella verso u figlio) mi ci faccia diventare. Non c'è nessuna ansia di prestazione nel voler restare se stesse anche quando ci si incazza.
Sullo scusarsi e sullo sbagliare sono perfettamente d'accordo con te, solo che non lo estendo a certi campi, a un paio di atteggiamenti che non trovo possibile avere.
viola 52 wrote:chiaramente mi avvalgo della mia esperienza e di persone che conosco ed ho conosciuto.
i sensi di colpa, non aiutano al fine educativo.
quando mi sentivo in colpa (perché è inutile negare che mi ci sentissi,) lanciavo a mio figlio il messaggio che a sbagliare ero stata solo io, perché finivo per lasciar correre cose su cui dovevo invece diventare intransigente, e ne veniva fuori una grossa confusione.
se invece di crogiolarmi nel mio senso di colpa, mi fossi perdonata in quel momento sarei stata più lucida.
i bambini hanno bisogno di persone presenti, invece i sensi di colpa riducono la capacità di esserlo.
Seh, vabbè, eccone un'altra, adesso chi sta attento a quel che fa è pure poco presente. E il bello è che sono io quella rigida con gli altri, tu stai snocciolando una serie di sentenze pazzesche su chiunque non sbagli come sbagli tu (nel senso che sbaglia diversamente, non meno e non meglio).
Comunque, squoto. Se mi sento in colpa chiaramente è perchè IO ho sbagliato e me ne assumo la piena responsabilità, su chi dovrei mai scaricarla, su un bambino? Sentirsi in colpa è doveroso se si ha sbagliato, serve a migliorarsi, non è il senso di colpa che fa danni se viene usato bene (se lo si vuol liquidare "compensando" su terreni che non c'entrano nulla con la questione da cui il senso di colpa origina è un altro discorso, ma quello è un uso distorto del senso di colpa).
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Lelia
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Post by Lelia »

Il senso di colpa secondo me non va confuso con la consapevolezza di aver sbagliato, e credo che Viola intendesse questo.
Il senso di colpa è irrazionale e mina la lucidità. La consapevolezza di aver fatto un errore invece è costruttiva.
Credo semplicemente che non vi siate intese sui termini.
In ogni caso Enza (Viola) resta per me un punto di riferimento, visto che ha tirato su benissimo 4 figli e ora si occupa tanto delle sue due nipotine.
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Post by Paola »

Sapete che problema c'è Gwen e Chloé, che voi apparite "madri immaginarie" nel senso che siete piene di buoni propositi, ottime aspettative, tanta buona volontà e sicurezza che non guasta, però siete "fragili" come il bambino immaginario, perché dovreste fare i conti con una bambina, come mia figlia che sale perennemente sul tavolo e se non urlo: maddalena scendi, nemmeno alla ventesima volta che la allontano si decide a non salire.

Io devo farle PAURA. So che in quel momento la sua paura NON è quella di cadere (lo sapete vero che i bambini fino ai 5/6 anni NON hanno proprio le sinapsi che collegano alcuni neuroni che comandano il concetto: causa/effetto? e che quindi finché NON cadono quello che voi dite: scendi dal tavolo perché cadi per loro è ARABO?) ma è PAURA della mia reazione, ma è solo per salvarle la pelle perché ha due anni e l'ha già rischiata diverse volte.

Con Jacopo, primogenito era diverso, nemmeno lui avrà avuto le sinapsi a due anni, ma lui era un pauroso a prescindere, già la vertigine del salire sul tavolo era ed è un'emozione troppo forte che ancora adesso non vuole vivere. Quindi era facile allontanarlo dal pericolo.

Io mi auguro che voi abbiate vita facile come l'ho avuta io, quel che adesso perplime è questa vostra tendenza alla perfezione (che è una bella cosa) ammesso e non concesso che poi sappiate scontrarvi con la vostra "umanità", col fatto che i vostri figli potranno non recepire se non con un urlo il fatto di scendere dal tavolo e voi sappiate accettare di aver in qualche maniera fallito nell'intento di non farlo.
Oui, Je suis Zizzià.
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