Solange wrote:Sono sincera, pur vedendomi d'accordo con voi - Chloe e Gwen - non riesco ad avere la vostra stessa sicurezza e probabilmente non lo voglio nemmeno.
Anche il mio vissuto non è stato facile e sicuramente mia madre non è il modello educativo a cui mi ispiro. Però c'è quell'IO GENITORE che ognuna porta dentro di sè e che a tratti esce, inevitabilmente.
E talvolta credo anche che sia utile farlo uscire per rimettersi in discussione, per capire e per trarne comunque un insegnamento e anche, spesso, per capire le scelte dei nostri genitori e perdonare i loro errori.
Io non riesco a vedere un mio errore come qualcosa di imperdonabile o per cui mettermi in croce ma lo vedo piuttosto come un momento di crescita e riflessione, non solo perchè dopo non ripeterò più lo stesso esbaglio (fosse vero e davvero così facile!).
Io non riesco nemmeno a praticare l'autocontrollo sempre perchè non lo ritengo educativo per mia figlia e lo ritengo una violenza contro me stessa; se Sveva ha una madre sempre impeccabile e paziente che non ha mai scatti di rabbia o frustrazioni - posto che non le sfoghi su di lei -, come potrà affrontare le sue stesse frustrazioni e le sue incazzature senza sentirsi sbagliata?
Non sto dicendo che allora è necessario avere scatti d'ira perchè lei impari che è normale averne, ma solo che è UMANO averne, è UMANO perdere a volte il controllo e se si sa fare ammenda, se si sa chiedere scusa si sta comunque insegnando qualcosa di importante ai propri figli.
Anche, se non so perdonare i miei errori, se sono così intransigente con me stessa, come potrò non esserlo con mia figlia, come farò ad accettare i SUOI inevitabili errori?
Sarà che nel momento del parto ho capito una lezione importante e cioè che non ci sono soltanto io ma c'è anche lei che decide, quindi io posso fare mille congetture ma poi metà del lavoro lo farà comunque Sveva a modo suo.
E ho imparato che non posso sapere che madre sarò perchè ora sono diversa dalla madre che ero 2 mesi fa e da quella che sarò fra 4 o 15 anni, io non ho aspettative nè su di lei nè tanto meno su me stessa perchè il rapporto si costruisce giorno per giorno, perchè è ancora troppo piccola perchè io possa sapere che madre sarò e che figlia sarà lei, perchè io posso immaginarmi come una madre estremamente affettuosa e coccolona ma invece magari lei avrà bisogno di una madre pratica e poco sentimentale, magari sarà una che saprà prendere le sue decisioni senza interpellare nessuno o magari avrà bisogno di essere continuamente guidata e consigliata.
Chi lo sa.
Anzi, so che vorrei essere la madre che avrei voluto avere e se ci penso quella madre si incazza anche, sa vedere oltre il solo bianco e solo nero, sa essere autoironica, è spiritosa, sempre pronta al dialogo ma sicuramente imperfetta.
Speriamo che anche Sveva la pensi così!

)
Confondi un sacco di cose.
Confondi l'intransigenza verso se stesse con quella verso i figli, quando sono due universi lontanissimi. Sono intransigente con me perchè ho una responsabilità immensa e meravigliosa verso la nani, lei versso di me no, non è minimamente responsabile, non mi deve un accidente. L'amore materno non è simmetrico e paritario, è un dare incondizionato, secondo il tuo ragionamento per amarla incondizionatamente dovrei avere la massima indulgenza verso di me, permettermi di tutto perchè "sono umana"? Giust'appunto perchè sono umana, donna e non bestia, non esiste che io abbia il diritto di urlare contro mia figlia.
Che non vuol dire essere impeccabile, sempre sorridente o finta. A chi ha reazioni spropositate piace pensare che l'unica alternativa ad esse sia l'algidità, ma col cavolo. Si può essere persone vivaci, appasionate, partigiane e veementi anche senza trascendere. Per sentire qualcosa ed esternarla non c'è bisogno di strillare, anzi.
Tu confondi l'autocontrollo con la repressione delle emozioni. Non c'è biogno di tirar giù la casa a urla per comunicare a mia figlia che sono arrabbiata o stanca.
Prometterle che avrà da me rispetto e modi civili non significa annullare le sue peculiarità di persona in divenire cui io voglio adattare il mio esserle madre, che c'entra? Di qualunque tipo di madre avrà bisogno, e che quindi io cercherò di imparare ad essere, certamente non necessiterà di scatti di nervi. E vedere, crescendo, che si possono provare molte emozioni senza farsi peggiorare da esse, se vogliamo parlare di esempio, non mi sembra un esempio proprio malvagio.
Che sennò sembra pure che a non gridare si facciano danni, ci si disumanizzi e si neghi l'unicità del proprio figlio come persona, roba da matti.