Il figlio di una collega.....

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Moderator: Paola

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madda77
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Post by madda77 »

Gwen wrote: A volte può accadere che ci si dimentichi in buona fede, nessuno pretende che a 3 anni si sia delle macchine perfette, mia figlia saluta ad un anno e mezzo quasi sempre, per pura emulazione. Quando non lo fa le dico dolcemente "tesoro dì ciao", sia che lei mi dia retta sia che no non cambia nulla.
Ma RICORDARE è solo favorire una buona abitudine, non crea stress o forzature.
Adesso pure l'educazione spicciola diventa una forzatura?

Ricordare come fa Sharazade non è certo la porcata che combinò mio padre.
Si Gwen, secondo me l'educazione non va impartita a suon di fai questo/fai quello ad ogni occasione (tanto più con bambini così piccoli che non ne comprendono neppure il significato), ma semplicemente dicendo una tantum che è buona regola comportarsi in un certo modo, impegnandosi a far seguire a quella indicazione verbale il nostro costante buon esempio.
Sì, io trovo che sia stressante (oltre che potenzialmente controproducente) ripetere ad ogni piè di sospiro al mio bambino che deve dire ciao, grazie, prego...ad un'età così tenera.
Ho visto decine di bambini ancora molto piccoli messi in croce dai genitori che erano lì a ripetere davanti ad altra gente "Amore cosa ti ha insegnato mamma?", "Devi dire grazie", "forza dillo" "amore dai, forza", ed ancora "saluta?", "Dai saluta", oppure "rispondi, dì come ti chiami?", ed ero in pena per loro.
Ed anche se non lo si fa fino allo sfinimento o lo si fa a mò di gioco, sarà forse meno stressante ma non così utile ed educativo (secondo me), perché almeno con alcuni bambini si ottiene l'effetto di urtare la loro sensibilità o di bloccare il minimo slancio socializzante che avrebbero preso autonomamente se non avessero ricevuto la nostra indicazione (vedasi mia nipote che non appena le si diceva saluta, o dì grazie, dì come ti chiami, si sentiva messa al centro di un'attenzione non richiesta nè voluta e appendeva il muso diventando intrattabile ed asociale).
Oggi che mia sorella non le dice più nulla decide lei quando e con chi essere socievole, di chi attirare l'attenzione o con chi iniziare una conversazione :cisssss:
Per carità, ha solo 3 anni e crescendo le si farà capire che la buona educazione impone un grazie/prego ad ogni circostanza, o che è buona norma salutare sempre quando si entra o si esce da un luogo etc. ma a 3 anni sarà libera santa pace di non scuotere la manina se non le va, o di non sentirsi obbligata a socializzare con ogni cristiano che le si appalesa davanti, fosse anche un mero passante che le sorride o le fà un complimento :ola:
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madda77
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Post by madda77 »

Oddio, rileggendomi è bene specificare che il sì iniziale non sta ad intendere che il comportamento di Sharazade equivale a quanto fatto dal padre di Gwen,
ci mancherebbe. :ola:
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madda77
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Post by madda77 »

io ad esempio, più che ripetere a mio figlio "fai ciao con la manina", oppure "dì ciao amore di mamma" (cosa che non mi piace, soprattutto se fatto ad ogni occasione), preferisco iniziare ad inculcargli l'abc con il solo mio esempio: non so, non appena mi passa un oggetto lo prendo e sorridendogli gli dico "grazie", oppure quando esco o rientro a casa corro a dargli un bacio e gli dico "ciao", e questo sì ad ogni occasione, perché a mio avviso è questo il modo di rinnovare l'insegnamento fino a farlo diventare suo.
Chiedergli verbalmente di farlo (sia pure con il sorriso o per gioco) non mi piace granché, perché non tiene conto di cosa lui abbia realmente voglia di fare, ed ho qualche dubbio che, seppure al mio invito giocoso non segua risposta, non lo abbia infastidito o imbarazzato comunque, soprattutto se fatto alla presenza di altre persone.
E se a 2/3 anni non saluta chiunque lo degna di attenzione, amen...non penso mica che sto crescendo un bimbo maleducato!
A 5/6 il discorso sarebbe già diverso e qualche domandina in più comincerei a pormela.
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