Superquoto.Chloe83 wrote:Quoto. Ci sono cose che non dipendono dal bambino o dalla situazione ma dai propri prìncipi, convinzioni, idee su cosa è accettabile e cosa no. Non importa se mia figlia potrebbe essere una con cui urlo e patta risulterebbero efficaci, efficaci o no certe cose per me non si fanno e basta. E se mai scappassero fatte a parte starci molto male dovrei interrogarmi onestamente e fare un lavoro su di me, non su mia figlia, perchè in ogni caso, qualunque sia il suo livello di turbolenza, saper mantenere l'autocontrollo almeno quanto basta a restare civile e non mancarle di rispetto (e l'urlo incazzato-esasperato e lo sculaccione per me non sono modi civili o rispettosi di porsi) è un mio preciso dovere cui non posso mai, mai per nessuna ragione, venir meno.
ALZARE LA VOCE
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Gwen
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però gwen non si può sempre estremizzare il tutto bianco/nero in base al proprio vissuto.Gwen wrote:Io ho una bimba di un anno e mezzo.
Ti dico che finora sono riuscita ad evitare mani, urla, perdite di pazienza, punizioni.
Poi va beh, le mani non mi vengono nemmeno per sbaglio, le punizioni sarebbero pure inutili, ma se vedo ci sono mamme che ritengono normale urlare, usare patte ecc. anche ad un anno e mezzo. E che non trovano altre alternative.
Mi è stato detto che sono fortunata perchè ho una bimba "buona", quando invece anche lei ha i suoi bellissimi momenti no.
E allora penso che invece sono solo riuscita a trovare il modo adatto a lei, e comunque un ALTRO modo. Oltretutto.
Perciò spero di trovare l'ALTRO modo adatto anche in altre fasi, in altre età, di fronte a problematiche diverse.
Perchè sono convinta che non esista solo il bimbo "buono" che accetta e ascolta tutto=facile metodo del dialogo o il bimbo che invece non ascolta=urla o patte.
Secondo me IN MEZZO c'è molto molto altro. Magari fa fatica cercarlo, o non si riesce a trovarlo, e invece che ammettere questo spesso il genitore dice che "non può fare altrimenti" o che il bimbo è ingestibile e quindi se si arriva alle urla "è colpa del bimbo". O addirittura c'è chi dice che non succede poi nulla se si urla/se si incute paura/se si usa la patta (quando poi mi chiedo come fa a sapere con certezza una cosa del genere).
Tutti atteggiamenti di chiusura che non ti invogliano per niente a migliorarti.
Se molte (me compresa) ritengono di non terrorizzare il proprio figlio semplicemente alzando il tono della voce o mostrandosi più decise nel dire al figlio cosa deve o non deve fare dopo che lo si è ripetuto decine e decine di volte, non vuol dire che sono mamme che utilizzano il terrore come metodo educativo, che non si pongono in discussione, che non cerchino di migliorarsi o di trovare alternative alla classica "perdita di pazienza"!
Anche io finora non ho mai dovuto ricorrere al urla, ma il mio bambino ha solo 11 mesi (l'urlo mi è istintivamente scappato solo di fronte a situazioni di imminente pericolo).
Poi, per carità, tutte le volte in cui ALTRI metodi funzionano vivaddio (e credo che, fondamentalmente, siamo un pò tutte protese verso quella ricerca), ma non sovrapponiamo in automatico il nostro vissuto a contesti che, per quanto descritti qui, possono essere ben conosciuti solo da chi li vive sulla propria pelle!
Se ci sono mamme che hanno affermato di essere certe di non traumatizzare i propri figli quando alzano la voce, lo sapranno quantomeno più di me e di te, non credi?
Così come tu conosci così bene tua figlia da sapere che anche solo a sentire te o il papà che urlate per altri motivi lei piange terrorizzata (il mio, al contrario, ride :mumble: ).
Il tutto è ovvio, finché si rimane in normalissimi e comunissimi contesti familiari, e dove l'urlo sia solo il momento contingente ed estemporaneo per superare una difficoltà comunicativa (e che come tale viene vissuto), e non il sintomo di problematiche più profonde, di una violenza psicologica - prima ancora che verbale - perpetrata come metodo educativo.
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Gwen
Ma infatti è soggettivo.C'è chi crede che l'urlo non sia niente di che, che sia giustificato, e c'è chi, come me e Chloe, proprio no, perchè abbiamo quei quattro punti in croce che non mettiamo in discussione.madda77 wrote:però gwen non si può sempre estremizzare il tutto bianco/nero in base al proprio vissuto.
Se molte (me compresa) ritengono di non terrorizzare il proprio figlio semplicemente alzando il tono della voce o mostrandosi più decise nel dire al figlio cosa deve o non deve fare dopo che lo si è ripetuto decine e decine di volte, non vuol dire che sono mamme che utilizzano il terrore come metodo educativo, che non si pongono in discussione, che non cerchino di migliorarsi o di trovare alternative alla classica "perdita di pazienza"!
Anche io finora non ho mai dovuto ricorrere al urla, ma il mio bambino ha solo 11 mesi (l'urlo mi è istintivamente scappato solo di fronte a situazioni di imminente pericolo).
Poi, per carità, tutte le volte in cui ALTRI metodi funzionano vivaddio (e credo che, fondamentalmente, siamo un pò tutte protese verso quella ricerca), ma non sovrapponiamo in automatico il nostro vissuto a contesti che, per quanto descritti qui, possono essere ben conosciuti solo da chi li vive sulla propria pelle!
Se ci sono mamme che hanno affermato di essere certe di non traumatizzare i propri figli quando alzano la voce, lo sapranno quantomeno più di me e di te, non credi?
Così come tu conosci così bene tua figlia da sapere che anche solo a sentire te o il papà che urlate per altri motivi lei piange terrorizzata (il mio, al contrario, ride :mumble: ).
Il tutto è ovvio, finché si rimane in normalissimi e comunissimi contesti familiari, e dove l'urlo sia solo il momento contingente ed estemporaneo per superare una difficoltà comunicativa (e che come tale viene vissuto), e non il sintomo di problematiche più profonde, di una violenza psicologica - prima ancora che verbale - perpetrata come metodo educativo.
Poi nessuno è perfetto e potrà capitarci ma non lo riteniamo PER NOI STESSE normale o giustificato.
Altri lo fanno?Bene.
Ma dicessero che a loro sta bene così, non che NON POSSONO fare diversamente, o che non c'è obiettivamente un altro metodo.
Il fatto è che non si è TROVATO, che è diverso.
E alcune (non mi riferisco a NM) nemmeno lo cercano e si adagiano sulle proprie pigre azioni.



