ALZARE LA VOCE

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Titty
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Post by Titty »

lory76 wrote:Adesso ho guardato anche l'eta' del tuo bimbo.

E' capitato così anche a me, partivo in quarta con il no ancora prima di ragionare se era una cosa così pericolosa , proprio così da meleducati ecc.

Bisognerebbe farsi una specie di "elenco mentale", in cui poi' rapportarsi nelle varie circostanze e decidere se dev'essere no, o meno.
Questo mi e' servito a non incanalare il mio rapporto con greta verso una guerra tra chi era piu' testarda.
Molto serve anche il prevedere le situazioni.
Il tuo e' ancora piccolo e penso che al supermercato sia facile che venga attirato dalle cose e ovviamente tutto non puo' toccare e avere.
Parti gia' preparata su questa cosa, cerca di capire dove sono le cose che piu' lo attirano e incanala i tuoi acquisti basandoti su questo.
Ti faccio un'esempio: vedi che a lui piace molto la corsia dei detersivi tutti colorati, fagli capire che dopo aver riposto la pasta e il riso nel carrello correrete su quella corsia a vedere tutti i colori e qualcosa potrete prendere.
Io le lasciavo mettere nel carrello qualcosa che a lei piaceva, poi nella confusione o durante una distrazione lo riponevo se a me non serviva.

Questo rende complici e aiuta molto nel rapporto.
ultimamente stò esperimentando un metodo, quello di fargli tenere il carrellino piccolo della spesa ( quello con il manico e le rotelle ) e lui è felice, oppure quando prendo la frutta o la verdura, gli dò il sacchettino da tenere.....a volte funziona a volte no.

il carrellino a volte c'è e allora va tutto bene, ma nei supermercati che non c'è viene fuori una tragedia perchè naturalemnte lui si perde ditro a mille cose....

La complicità con lui la stò conquistando ( madòòò che fatica!!! ) quando devo fare le pulizie di casa, gli chiedo se vuole farle con me o se vuole aiutare la mamma...partecipa ed è divertito!
"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"
( Viola52.)


" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )

T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011



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Gwen

Post by Gwen »

viola 52 wrote:forse dipende da una diversa visione delle cose.
io non parlerei di paura ma di conseguenze. causa-effetto.
Beh no. Le conseguenze del fatto che non lavori bene è che non sei bravo in quello che fai, e del fatto che prendi un brutto voto è che non impari.
Il licenziamento o la bocciatura sono PUNIZIONI e meccanismi che incutono paura al fine di stimolare o mettere in guardia, non conseguenze "automatiche". La speranza sarebbe che si arrivasse a fare ciò che è giusto con la consapevolezza delle conseguenze "vere" non di quelle "forzate".
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Solange
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Post by Solange »

Gwen wrote:Le punizioni per un brutto voto perchè appunto non hai fatto il tuo dovere.
Anche qui il discorso sarebbe lunghissimo. La paura di mio padre proprio sugli studi poi mi ha creato un esaurimento ed uno stress tali da vivere malissimo ogni interrogazione, se prendevo un brutto voto sembrava la fine del mondo, quando andavo alla cattedra mi sembrava di andare al patibolo, amplificavo tutto in modo eccessivo e non sereno e non puoi capire quanti danni questo mi abbia causato.

Ovviamente anche l'altro estremo può essere dannoso, ed entrambi lo sono molto più di un regalo per la promozione, che è ben diverso da un regalo per ogni singolo bel voto, che invece mi vede contraria.
Fermo restando che un bel voto comunque merita espressioni di gioia da parte dei genitori, non indifferenza come fosse cosa dovuta.
No, certo non è che si possa premiare ogni singolo bel voto, ci mancherebbe. Però se c'è una materia particolarmente ostica e c'è stato impegno e alla fine si ottiene il risultato secondo me anche la gratifica ci sta, anche solo dire "dai, andiamo a prenderci un gelato che festeggiamo" perchè sono cose che per un bambino sono importanti e secondo me invogliano a fare sempre bene mentre l'ansia della punizione non aiuta certo a concentrarsi e fare meglio.

Però questo si può applicare a qualunque cosa, è più frequente sgridare un bambino che non obbedisce o che fa qualcosa che non deve (a prescindere che il no sia motivato o meno) del gratificarlo a parole se invece si "comporta bene" (con tutte le mille sfaccettature che ognuno può dare alla cosa e che sono a parer mio abbastanza personali).

Il problema è che ci siamo arrivati a farlo con i cani, l'usare il rinforzo positivo per premiare un comportamento corretto escludendo sgridate e percosse che abbiamo visto fare più danno ed ottnere l'effetto contrario mentre invece con i bambini il rinforzo positivo non lo vedo quasi mai applicato.

Non si tratta di addestrarli, sia chiaro. Non sono cani e nn li sto paragonando ai cani.

Ma perchè non ribaltare la cosa e lasciar correre maggiormente sui comportamenti sgraditi e inveceve enfatizzare quelli graditi anche nei bambini?
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[CENTER]Throw away your scale. Why should a number determine how you feel about yourself on any given day? And besides, scales are appropriate for fish, not women.
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