ALZARE LA VOCE

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Gwen

Post by Gwen »

Lella wrote:certo che è per paura
Mi chiedo però se si può pretendere che un bambino ascolti sempre solo per "volontà" o"rispetto" o "interesse"
Io faccio molto leva anche sul rispetto ma credo che sia un concetto che viene assimilato con la maturità.
Il concetto di rispetto forse può venire assimilato prima se si tratta di rispetto reciproco. Tante volte mi chiedo se possano funzionare discorsi ragionati sul genere "faccio questa cosa per rispettarti e tu ne fai un altra per rispettare me/le regole della scuola/l'amichetto" ecc.

Mia figlia è piccola perciò parlo per astratto ma non riuscirò mai e poi mai ad accettare di incuterle paura.
E' stato quello che è accaduto a me da bambina e non c'è un punto, nemmeno uno solo, per il quale col senno di poi, da mamma, posso pensare oggettivamente che sia valsa la pena.
E' stato solo e sempre negativo, non educativo.

Per lo stesso motivo poco tollero pure le punizioni come idea.
Gwen

Post by Gwen »

Lella wrote:L'obbedienza è una necessità in certi contesti e per i bambini, se non fosse così sarebebro già adulti.
SUllo spirito critico concordo ma quello si può avere anche se si obbedisce.
L'obbedienza è una necessità dei genitori, non dei figli. Nel senso che fa comodo a noi che obbediscano tout court. A loro non è questo che fa bene, ma è comportarsi capendo e accettando, non ubbidendo.

E per quanto riguarda la sicurezza non vedo perchè debba mancare la spiegazione o parlare di comportamenti per mettere loro paura di noi.
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Post by Polly »

lenina wrote:E se invece i tuoi alla fine si facessero "beccare" più facilmente perchè non hanno paura di voi?

Ci hai pensato a questo?
no leni io andavo oltre cioè mi ponevo la domanda se questo mio modo di agire avesse poi influtio sulla loro autogestione che non hanno, e mi domandavo se tutto ciò potesse esseere una delle concause.

in qualche modo in ogni loro situazione noi come sola presenza ci siamo sempre stati, non hanno mai dovuto cavarsela da soli nel senso proprio di essere soli perché un po' abbandonati dialogicamente dalla famiglia, non materialmente. Non so se sono stata chiara :cisssss:

a mio avviso in certi casi obbedire non significa soccombere significa riconoscere l'autorità dell'altro e nella vita serva anche questo, ecco perché nel rapporto con i figli, e con gli altri, secondo me, occorre essere auterevoli non autoritari, i bambini come anche gli adulti secondo me devono riconoscere l'autorità per affetto in famiglia per rispetto verso altri, rispetto e affetto dato perché se ne riconsce il merito (e si sente il contraccambio) e quindi poi "obbedire" diventa segno di riconoscere che quanto dice l'altro è in quel momento giusto (e comunque è più facile mettersi in ascolto per capire se ne vale la pena....) e non obbedire per paura, e questo non avrà MAI lo stesso effetto e le stesse valenze valoriali chiaramente
Paola, 5vm, per gli amici Polly

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