non mi sono dimenticata....continuo tra sabato e domenica, questi sono giorni intensissimi....susialle wrote:come inizio non c'è male....
mi metto cooooomoda e aspetto :cisssss:
mamme tutte qua!!!!!!!!!!!!
Moderator: Paola
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maaga
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Razionalmente non ci sono buoni motivi per fare figli
costano tempo, denaro e capelli bianchi
sono difficili da gestire da piccoli
devi curare al loro fabbisogno emotivo ed economico
devi educarli, senza farli diventare un altro te, ma comunque rendendoli autonomi, buoni cittadini e soprattutto persone felici
da adulti sai gia' (per quanto bene ti possa andare) che faranno scelte che non condividi
e non hai uno straccio di garanzia che da vecchio non ti metteranno in un ospizio e si scanneranno per dividersi l'eredita
perche' fare figli allora?
me lo chiedo spesso, perche' li ho voluti, perche' ne vorrei ancora, perche' sono totalmente felice di averli
non riesco a tradurre in parole quello che provo
ma quando uno piange e l'altro lo consola
quando condividono un gioco
quando tutti insieme ridiamo
quando mi raccontano del loro mondo incantato
quando dai loro occhi traspare l'amore per me
io sono felice
non siamo un'isola, siamo emozione e cuore, e niente puo' dare piu' emozioni e amore della famiglia, cioe' del nostro compagno e dei nostri figli.
Credo anche che noi esseri umani siamo geneticamente predisposti, se vogliamo togliere la poesia, perche' per quante ragioni razionali possiamo trovare al fatto di non avere figli, continuiamo a desiderarli, concepirli, partorirli e crescerli felici di farlo.
Almeno io :red:
costano tempo, denaro e capelli bianchi
sono difficili da gestire da piccoli
devi curare al loro fabbisogno emotivo ed economico
devi educarli, senza farli diventare un altro te, ma comunque rendendoli autonomi, buoni cittadini e soprattutto persone felici
da adulti sai gia' (per quanto bene ti possa andare) che faranno scelte che non condividi
e non hai uno straccio di garanzia che da vecchio non ti metteranno in un ospizio e si scanneranno per dividersi l'eredita
perche' fare figli allora?
me lo chiedo spesso, perche' li ho voluti, perche' ne vorrei ancora, perche' sono totalmente felice di averli
non riesco a tradurre in parole quello che provo
ma quando uno piange e l'altro lo consola
quando condividono un gioco
quando tutti insieme ridiamo
quando mi raccontano del loro mondo incantato
quando dai loro occhi traspare l'amore per me
io sono felice
non siamo un'isola, siamo emozione e cuore, e niente puo' dare piu' emozioni e amore della famiglia, cioe' del nostro compagno e dei nostri figli.
Credo anche che noi esseri umani siamo geneticamente predisposti, se vogliamo togliere la poesia, perche' per quante ragioni razionali possiamo trovare al fatto di non avere figli, continuiamo a desiderarli, concepirli, partorirli e crescerli felici di farlo.
Almeno io :red:
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Daniela
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- Joined: Wed Mar 07, 2007 11:58 am
Io, se posso, andrei oltre la maternità e paternità tradizionali. Lo faccio mandandoti una storia che abbiamo inventato lo scorso anno, per natale e attaccata sotto al presepe che aveva come tema la missione (da noi ogni anno decidono un tema su cui sviluppare il presepe). E così insieme ai bimbi abbiamo ragionato....anche pensando agli affidi... e questo è il risultato.
In principio Dio viveva in paradiso con tanti piccoli angioletti che rallegravano le sue giornate. Ogni giorno giocava a nascondino fra le nuvole, ai quattro cantoni sulle stelle e a tanti altri giochi.
Raccontava loro un sacco di storie, ma soprattutto li amava e li educava perché crescendo potessero diventare “uomini”.
Vi erano angioletti rosa, altri marroni, altri con gli occhi a mandorla, con i capelli castani, biondi e mori… tutti assieme giocavano e si divertivano un mondo.
Erano però anche un po’ monelli e soprattutto facevano sempre un sacco di confusione.
Un giorno Dio aveva un gran mal di testa e non sapeva come fare a tenere tutti quei piccoli angioletti festanti che urlavano a più non posso:
“Vi prego piccini un po’ di silenzio…” supplicava, ma nessuno lo sentiva.
Un angioletto piccino piccino con le alette appena spuntate si avvicinò a Dio e disse:
“Papà! Giochiamo?”
Dio non poteva continuare così. In cielo c’era troppa confusione e troppo disordine. Si doveva fare subito qualcosa!
“È vero che sono onnipotente”, pensò. Ma qui mi serve l’aiuto di qualcuno!”
E fu così gli venne una grande idea: Dio creò le Mamme e i Papà e diede loro una missione:
“Accogliete nelle vostre case questi angioletti, curateli, cresceteli e soprattutto amateli. Con il vostro amore farete di questi piccoli angeli dei grandi uomini.”
In ogni casa Dio invio qualche angioletto, secondo le possibilità di ognuno e a qualche famiglia affidò anche quei piccoli che erano rimasti senza mamma e papà o che erano in case povere o più in difficoltà.
Gli angioletti erano contentissimi e volevano un bene da matti alle loro mamme e ai loro papà pur non dimenticandosi mai del loro Padre celeste.
[CENTER][CENTER]In paradiso ritornò la pace e la tranquillità e Dio era così felice per questa sua creazione che[/CENTER]
[CENTER]decise di mandare nel mondo anche[/CENTER]
[CENTER]suo Figlio Gesù...[/CENTER][/CENTER]
[CENTER][CENTER]… da una Mamma e da un Papà![/CENTER][/CENTER]
In principio Dio viveva in paradiso con tanti piccoli angioletti che rallegravano le sue giornate. Ogni giorno giocava a nascondino fra le nuvole, ai quattro cantoni sulle stelle e a tanti altri giochi.
Raccontava loro un sacco di storie, ma soprattutto li amava e li educava perché crescendo potessero diventare “uomini”.
Vi erano angioletti rosa, altri marroni, altri con gli occhi a mandorla, con i capelli castani, biondi e mori… tutti assieme giocavano e si divertivano un mondo.
Erano però anche un po’ monelli e soprattutto facevano sempre un sacco di confusione.
Un giorno Dio aveva un gran mal di testa e non sapeva come fare a tenere tutti quei piccoli angioletti festanti che urlavano a più non posso:
“Vi prego piccini un po’ di silenzio…” supplicava, ma nessuno lo sentiva.
Un angioletto piccino piccino con le alette appena spuntate si avvicinò a Dio e disse:
“Papà! Giochiamo?”
Dio non poteva continuare così. In cielo c’era troppa confusione e troppo disordine. Si doveva fare subito qualcosa!
“È vero che sono onnipotente”, pensò. Ma qui mi serve l’aiuto di qualcuno!”
E fu così gli venne una grande idea: Dio creò le Mamme e i Papà e diede loro una missione:
“Accogliete nelle vostre case questi angioletti, curateli, cresceteli e soprattutto amateli. Con il vostro amore farete di questi piccoli angeli dei grandi uomini.”
In ogni casa Dio invio qualche angioletto, secondo le possibilità di ognuno e a qualche famiglia affidò anche quei piccoli che erano rimasti senza mamma e papà o che erano in case povere o più in difficoltà.
Gli angioletti erano contentissimi e volevano un bene da matti alle loro mamme e ai loro papà pur non dimenticandosi mai del loro Padre celeste.
[CENTER][CENTER]In paradiso ritornò la pace e la tranquillità e Dio era così felice per questa sua creazione che[/CENTER]
[CENTER]decise di mandare nel mondo anche[/CENTER]
[CENTER]suo Figlio Gesù...[/CENTER][/CENTER]
[CENTER][CENTER]… da una Mamma e da un Papà![/CENTER][/CENTER]
La vita è sfuggente.
Ma può esserlo come sabbia o come semente...
A noi la scelta.
Ma può esserlo come sabbia o come semente...
A noi la scelta.