Grazie Paola, anche tu mi piaci davvero tanto e lo dico non per piaceria o per ricambiare cortesemente il complimento.Paola M. wrote:petta che aggiungo la madda77 che mi piace assai, se me ne sono scordata altre, mi scusassero, tra un mese sono 39!
Ti ho letto anche in altre discussioni e mi sono sempre piaciute tantissimo i tuoi interventi, li ho trovati molto affini al mio pensiero (e soprattutto con la capacità di saperli esprimere molto meglio, senza tanti giri o incartamenti). :bacio:
Detto questo, sì anch'io penso che molto dipenda dal grado di inflessibilità e intransigenza con cui si viva il ruolo di genitore (e a sua volta si è vissuto quello dei propri nei nostri confronti).
Io ritengo di essere abbastanza sensibile ed ipercritica.
Lo sono stata con i miei ed oggi lo sono con mio figlio.
Ma lo sono in modo bipolare, partendo dalla consapevolezza di quanto difficile e complesso sia il ruolo genitoriale (oggi che sono madre ne ho la piena percezione ma già da ragazzina, in qualche modo, la percezione).
"Bipolare" nel senso che, così come rimanevo colpita o ferita da piccole cose, apparentemente insignificanti (ho sempre avuto la nome della suscettibile di casa :ola: ), riuscivo a percepire senza eccessive iperboli i gesti di amore infinito (che mi facevano sentire privilegiata e fortunata rispetto a molti miei coetanei).
Insomma, più che di indulgenza, credo che il giudizio finale non possa che essere il risultato di un BILANCIO FINALE, dove l'amore ricevuto e manifestato vince di gran lunga sugli errori di certo commessi e che tutt'oggi sono in grado di ricordare, valutandoli in sè certamente come negativi!
D'altronde, al di là della valutazione di un genitore, questo è quello che accade in qualunque rapporto affettivo: amo mio marito e lo ritengo l'uomo giusto per me non certo perché non sbaglia mai, non certo perché non ha mai posto in essere comportamenti decisamente sindacabili o egoistici, ma perché ha saputo COMPENSARLI alla grande con innumerevoli gesti di segno decisamente opposto.
So già che Gwen e Cloe ritengono che il rapporto madre/figlio non possa sovrapporsi a nessun altro tipo di rapporto perché è per definizione incompatibile con qualunque forma di egoismo, ma secondo me il pnto è proprio questo.
Le madri son madri, certo, ma sono anche mogli, donne e, soprattutto, UMANE!
Dal momento stesso in cui concepiscono (forse anche prima) avvertono la responsabilità di tale indelegabile ruolo, e sono intimamente protese e vocate verso l'infallibilità del loro compito.
Di tutte, qualcuna sbaglierà consapevolmente (ma nella convinzione di non segnare indelebilmente l'esistenza del proprio bambino), qualcun'altra lo farà nell'errata convinzione di fare il bene del figlio, qualcun'altra vivrà nella continua tensione di non potersi permettere il benchè minimo errore.
Ma se ognuna riuscirà ad essere una madre sufficientemente buona dipenderà non da questo o quel comportamento ma dalla sommatoria finale.
personalmente mi auguro vivamente che sia così, perché so di non riuscire a seguire il mio primordiale istinto materno 24 h su 24, e so di aver commesso e di continuare a commettere errori con mio figlio, ma mi auguro che un domani lui possa esprimere un giudizio su di me sulla base di TUTTO quello che ha ricevuto dalla sottoscritta.
Uno lo commesso poche ore fà: ero a casa dei miei ed avevo proprio bisogno di rilassarmi (stanotte ho dormito molto poco, avevo un gran senso di spossatezza, oltre ad un gran mal di testa).
Il piccolo voleva stare con me ma ho tappato occhi ed orecchie lasciando che i miei lo facessero smettere di piangere distraendolo con alcuni giochi e portandolo in un'altra stanza cosicché io potessi adagiarmi sul letto e rigenerarmi un pò.
So bene che il mio istinto materno avrebbe dovuto farmi dimenticare il mio stato e preoccuparmi unicamente del fatto che mio figlio aveva bisogno di me e mi cercava, ma se non davo voce a quell'atto di egoismo sarei rimasta con lui irritata ed infastidita.
Ho sbagliato e, quel che è peggio, l'ho fatto in maniera consapevole.
Tuttavia, spero che nel suo benessere non conti solo la mezz'ora che 'ho lasciato con mia mamma nonostante volesse stare con me, ma, e soprattutto, il successivo resto del pomeriggio e della serata in cui abbiamo riso e giocato, e ci siamo sbaciucchiati a vicenda (e sì, perché ha imparato a darmi bacetti con la boccuccia aperta).
Scusate, ho scritto davvero uno sproloquio :red:





