Cos, il senso del mio intervento non era finalizzato a questa semplicistica conclusione.Cos73 wrote: Mentre ho l'impressione con con "omnia munda matribus" perché siamo tutte madri, con l'eleggere i propri genitori i migliori possibili anche con i difetti che hanno avuto e non nonostante quelli, sia molto facile assolvere pure se stessi.
Insomma io la volontà di essere migliore la vedo più in chi stigmatizza anche i comportamenti altrui che in chi dice "massì massì l'importante è che gli si voglia bene".
Io sono la prima a stigmatizzare comportamenti che non condivido, sforzandomi ogni giorno di essere coerente con le mie opinioni, e sono la prima ad aver detto che non ho certo apprezzato mio padre per l'urlo o llo scappellotto ricevuto (e di cui ho sofferto, ci mancherebbe).
Ma non lo giudico un pessimo padre, e non solo perché mi ha amato ma perché in altri mille comportamenti ha saputo infondermi quell'affetto, quella serenità, quella sicurezza e protezione di cui come figlia avevo bisogno, ed in virtù dei quali, non è che lo assolvo (perché quel comportamento lo ritenevo e lo ritengo tutt'ora sbagliato), ma semplicemente non potrei complessivamente considerarlo un pessimo padre.
Ripeto non è un voler risolvere il tutto con un ", Massì....volemose tutti bene, quello è l'importante anche se si sbaglia".
perché si può assolutamente essere critici con i propri genitori, anche se li amiamo e sappiamo che ci amano.
ahahahah, lo dici a me che sono un'ipercritica, come me stessa prima che con gli altri. :cisssss:
Semplicemente, rispetto a mille variabili che compongono il ruolo genitoriale, ritengo che per poter dire "è stato un genitore sufficientemente buono", o comunque "non certo pessimo" si debba, e certamente si possa, andare al di là del singolo comportamento, per quanto sbagliato sia (eccetto i casi limite di cui, credo, nessuno discute). :red:





