mamititty wrote:ecco, vedi Teresa, parlare con te è piacevole, non mi sembra di parlare con un muro.
Se la mia collega mi avesse detto le cose che adesso mi stai dicendo tu, avrei visto la cosa sotto un'altro punto di vista.
L'imporre e il giudicare senza dare soluzioni o spiegazioni plausibili mi lasciano perplessa.
Sicuramente arriverà il giorno in cui dovrò insegnare a Gabriele il dormire da solo, facendogli capire che la mamma non lo abbandona, ma che è li vicino a lui.
Però da una parte spero sia lui di sua spontanea volontà a voler prendere questa decisione.
Ma e' chiaro che e' piacevole, sei anche tu piu' ben predisposta perche' dall'altro lato sai di parlare con una che sta messa peggio di te (sorridi, dopo pranzo inizia la mia parabola verso la scemenza cronica)
INsomma, la verita' e' che spesso siamo anche noi un po' prevenute.
Anche io trovo che parlare con te sia piacevole, perche' tanto stiamo messe piu' o meno uguale.
Immagina se ora venisse la tua collega a dirmi che sono pessima a tenere mia figlia con me nel letto?
pensi sarei tanto "piacevole"?
Penso proprio di no.
PEnso che tirerei fuori gli artigli, perche' mi sentirei attaccata nella mia identita' di madre.
E questo non fa di me una che non vuole essere giudicata.
Fa di me una che non vuole essere attaccata per il gusto tutto stupido di sentirsi migliori.
Questo lo concedo a fatica e solo alle persone che so che mi amano.
Discutere e' un conto.
Esprimere giudizi e' un altro.
Anche se lo facciamo tutti, non sono necessariamente utili.
A volte bastano civili e pacati ragionamenti, privi d'accuse e di falsi e sbilenchi piedistalli.