Le cattive madri

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lenina
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Post by lenina »

Gwen wrote:Leni ma a parte il discorso depressione che è diverso, se si considera sbagliato il discorso sulla qualità evidentemente si riterrà personalmente giusto il contrario, e se si ritiene giusto il contrario si può pensare di sperare di essere una buona madre secondo i propri criteri personali facendo il contrario.
Ma se per se stessi si applica il concetto contrario cercando di essere una buona madre non è semplice logica dedurre che chi attua sistemi opposti non sia considerato un buon genitore secondo il personale criterio che ti porta a fare l'opposto?
Cioè mi sembra un discorso puramente logico e che salva di finti buonismi o ipocrisie.
Io non approvo il fatto di lasciare il bimbo.
Sono però convinta che una mamma che lo fa per scelta spesso lo faccia perchè in qualche modo vive male la maternità e ne riversa le colpe sul bimbo.
Magari anche per egoismo a volte ma credo sia più raro.

Non è ipocrisia, è che ci sono tante cose che non approvo, ma da non approvare delle scelte a dare un giudizio come "cattiva madre" c'è differenza a mio parere.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
Gwen

Post by Gwen »

lenina wrote:Io non approvo il fatto di lasciare il bimbo.
Sono però convinta che una mamma che lo fa per scelta spesso lo faccia perchè in qualche modo vive male la maternità e ne riversa le colpe sul bimbo.
Magari anche per egoismo a volte ma credo sia più raro.

Non è ipocrisia, è che ci sono tante cose che non approvo, ma da non approvare delle scelte a dare un giudizio come "cattiva madre" c'è differenza a mio parere.
No no scusa, non davo dell'ipocrita a te, mi sentirei ipocrita io a non dire quel che dico, perchè se ho le mie convinzioni (poi non è che per questo non commetta errori e magari le mie convinzioni fanno rabbrividire altre madri, infatti sono la mia prova per essere una buona madre, niente di più), non posso approvare le azioni opposte.
Ma nel momento in cui io non le approvo come posso pensare che la madre in questione faccia del bene al figlio?
E allora, se penso che non ne fa penso che non sia una buona madre, e non perchè è umana e perde la pazienza, come diceva moon, cosa che capiterà anche a me, ma perchè ha proprio convinzioni egoistiche e non a misura di bambino.
Voglio dire, le nostre personali convinzioni servono proprio per sperare di essere una brava madre, per cercare di esserlo. Chi agisce contrariamente a queste convinzioni quindi per me segue la strada opposta a quella che ho scelto per cercare di essere una buona madre, quella che a me farebbe sentire una cattiva madre appunto, forse semplicemente per me non approvare in questo campo corrisponde a questo.
erinmay
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Post by erinmay »

lenina wrote:sì le cattive madri esistono.
Ma non sono quelle che applicano estivill (per quanto io è noto lo odi) e neppure quelle che offrono poco contatto ai bambini.

La cattiva madre è quella che del figlio non se ne occupa, la cattiva madre è quella che sottopone il figlio a violenza fisica e psicologica in modo anche pesante.

Per il resto siamo tutte madri medie...c'è chi se la cava meglio in un campo e chi in altri...c'è chi crede nell'istinto e chi nei manuali e chi fa un mix.

La buonafede già di per se fa si che non si sia "cattive" al massimo mancano aiuti orizzonti e alternative.

Sono convinta che se le madri fossero supportate nella loro vita quotidiana, se si rientrasse a lavoro minimo all'anno del bambino e se comunque ci fossero più aiuti il sonno dei bambini, il loro desiderio di contatto e similari passerebbero in secondo piano.


quoto tutto dalla prima all'ultima sillaba
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