dani69 wrote:cose' io ho citato quello che tu intendi per frustrato...cioe' un bimbo che non ottiene cio' che vuole o non puo' fare cio' che vorrebbe...
e questo scatena il pianto, le urla, la disperazione....
se, pero', come tu dici, un bimbo frustrato NON è represso NON è infelice...
allora è un bambino che NON soffre, che NON vive un malessere...
è evidentemente un bambino che fa i capricci....che li fa.. e li dimentica il minuto dopo...
che vorrebbe imporre il suo punto di vista, la sua volonta' sui genitori...
...
non capisco se mi spiego male io o se sei tu che non capisci: avere elle frustrazioni è NORMALE e non significa che i bambini siano frustrati.
Un bimbo che ha una frustrazione piange anche solo per la delusione, perché devi interpretare il pianto come non accettazione e sfida?
Soffre, e spesso non cisi può far nulla.
A te non capita di non poter fare qualcosa che vorresti e sentirti triste o rabbiosa per questo, senza che tu vada a rompere le scatole a nessuno, a recriminare con nessuno?
perché, per lo più, se tu prprio non puoi sai che proprio non puoi.
Se il bimbo HA LA SENSAZIONE che la sua vita è completamente in balia (orari, passatempi, tutto) di qualcun altro, è ovvio che rivolge a quel quancuno la sua rabbia!
Senon vuoi i capricci, ovvero i pianti rivolti a cambiare le tue decisioni, le strade sono due:
- o lo pieghi (il principe della luce che cita sempre Paola e che diventa un soggetto passivo, più facile da gestire per i genitori, ma che adulto sarà?)
- o cerchi di dargli l'impressione di non essere passivo, gli spieghi ogni cosa ala nausea perché capisce che l'orario non lo imponi tu ma la necessità, il modo in cui è impostata la società semmai (gli orari scolastici), che lui in qualche modo può decidere ma sempre all'nterno di una ragionevolezza che così dev'essere ma non perché l'hai deciso arbitrariamente tu.
A scanso di equivoci, io dico il mio punto di vista per discutere, con questo non sto dicendo che tu faccia in un modo o nell'altro, non so come fai e so che fra come si descrivono le proprie idee e il modo in cui poi ci si comport nella realtà ci sono tante sfumature.