campagna PRO console

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

Gwen

Post by Gwen »

lenina wrote:non vedo perchè no.
cosa cambia dal DS a delle macchinine a un album per disegnare? :mumble:

Portare un bimbo al ristorante con un gruppo di adulti significa farlo adattare a qualcosa di inadatto a lui e noioso secondo me finito di mangiare lui mentre gli adulti parlano è giusto che faccia altro, cosa sia l'altro non è che conti molto.

i bimbi li zitti a tavola a far niente in mezzo ad adulti che parlano a me fanno più tristezza di quelli che giocano.

Chiaramente una tavolata di bimbi con i bimbi che giocano ognuno per conto loro fa tristezza ugualmente
Leni non lo so.....l'ho detto, io non porto mia figlia dove ha modo di annoiarsi, e la porto quasi sempre quindi vuol dire che anche con soli adulti può non annoiarsi, perchè?Perchè ho amici adulti che giocano volentieri con lei e che lei conosce bene?Perchè spesso i locali in cui andiamo hanno l'altalena/il parco/la fattoria/il cagnolino?
ben meglio che il DS credo.
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lenina
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Post by lenina »

Gwen wrote:Leni non lo so.....l'ho detto, io non porto mia figlia dove ha modo di annoiarsi, e la porto quasi sempre quindi vuol dire che anche con soli adulti può non annoiarsi, perchè?Perchè ho amici adulti che giocano volentieri con lei e che lei conosce bene?Perchè spesso i locali in cui andiamo hanno l'altalena/il parco/la fattoria/il cagnolino?
ben meglio che il DS credo.

bene.
Ma ci sono situazioni in cui obiettivamente i bambini si annoiano.
Ci sono genitori che anche se fuori c'è il parco vogliono che stiano a tavola fermi perchè è così (e ne sento tanti quando mi capita di essere fuori)

Vedo tavolate con adulti e un bambino che rimane completamente ignorato oltre che per le varie sgridate (non interrompere non giocare con i piatti e avanti così tutta la cena)

A questo punto meglio un videogioco.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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chiccha
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Post by chiccha »

dani69 wrote:
mi immedesimo: no..lui è un bambino, ed è il figlio...io sono l'adulta e sono la mamma..e per capire cosa pensa o sta per fare o dire non ho bisogno di "immedesimarmi"....sono la madre, che guarda un po' è stata anch'essa bambina, e che lo ha cresciuto.. dunque direi che lo conosco come le mie tasche...
Non c'entra nulla con l'argomento console per cui mi scuso.
Dico solo che ho etto tutto e ogni volta che arrivo al tuo pensiero dani, sulla linea che ho quotato mi viene un nervoso unico.
Premetto che non ti giudico minimamente, non concordo con il tuo agire e pensare ma non dò giudizi di valore.
Tu avrai fatto sicuramente le tue riflessioni, ne discuti qui e vivi di conseguenza e questo mi fa avere stima di te.
Però le tue parole mi riportano alla mia infanzia.
Mio padre me le ripeteva spesso paro paro e io lo odiavo con tutto il cuore.
Odiavo e odio sentirmi dire "io so perchè sono ...e tu sei mia figlia""ti conosco come le mie tasche"devi.....qualsiasi cosa, ma devi perchè io sono".
Ho il cuore a mille solo a ricordare queste cose, la frustrazione, l'incomprensione, l'ingiustizia.
Grrrr
Non tornerei indietro nel tempo solo per questo senso di essere un burattino con qualcuno che si arrogava il diritto di sapere solo PERCHE' era il mio genitore.

Io non sono per "la mamma amica", la mamma è mamma però non è un ruolo calato dall'alto per me, è solo un percorso da fare insieme ad altre persone, nel mio caso mio figlio e il suo papà, un percorso dicevo da fare insieme, dove ognuno porta la sua esperienza, le sue energie, le sue competenze e insieme si cammina.
Non voglio usare la parola DOVERE, vorrei sempre poter capire il punto di vista di mio figlio, anche se immagino sia faticoso, ed insieme trovare la soluzione per superare ostacoli ed imparare cose nuove.
Perchè io posso portare a lui ciò che so, ma non sento di avere la verità in tasca e doverla imporre.
Spero invece di poter vedere il mondo con i suoi occhi, questo sì sarebbe un arricchimento.
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[CENTER]<a href="http://lilypie.com/"><img src="http://lbff.lilypie.com/Ydgdp2.png" width="400" height="80" border="0" alt="Lilypie Breastfeeding tickers" /></a>
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Io credo che tu debba dare la possibilità anche a Will di attraversare le onde senza avere troppa paura per lui.
Posso solo immaginare quanto sia difficile, soprattutto ora che hai appena partorito, accettare gli occhi spaesati di tuo figlio.
Ma è solo un momento, quegli occhi di oggi sono necessari a lui per riemergere dalle onde.
Più sicuro, sempre amato, e con un meraviglioso fratello.
Grazie Pinnagialla


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