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Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

dani69

Post by dani69 »

Cos73 wrote:cosa intendi per "frustrati"? repressi, infelici?
Vivere le frustrazioni non è questo.
Tutti abbiamo frustrazioni, i bambini vivono frustrazioni quotidianamente ed è vero che devono imparare e affrontarle.
Non è questo il punto.
Il punto è che questo non è un motivo per dare imposizioni senza motivarle, non è un motivo per non provare a immedesimarsi e non ascoltare i figli, e per risparmiar loro quelle inutili, quelle che possono essere mitigate da un compromesso e che danno loro l'impressione di essere soggetti attivi e non passivi.
cose' io ho citato quello che tu intendi per frustrato...cioe' un bimbo che non ottiene cio' che vuole o non puo' fare cio' che vorrebbe...
e questo scatena il pianto, le urla, la disperazione....

se, pero', come tu dici, un bimbo frustrato NON è represso NON è infelice...
allora è un bambino che NON soffre, che NON vive un malessere...
è evidentemente un bambino che fa i capricci....che li fa.. e li dimentica il minuto dopo...
che vorrebbe imporre il suo punto di vista, la sua volonta' sui genitori...

ma tu dici che il punto non è questo..
il punto è che non v'è motivo di causare loro frustrazioni oltre quelle che vivono gia'...
ma...
avendomi detto quello che NON è una frustrazione e NON quello che è...
non posso ribattere alla tua visione...
ma..
posso ribadirti la mia..

impongo le regole: si..

motivo i no:la maggior parte delle volte..ma come ho gia' detto vi sono no..non motivabili..

mi immedesimo: no..lui è un bambino, ed è il figlio...io sono l'adulta e sono la mamma..e per capire cosa pensa o sta per fare o dire non ho bisogno di "immedesimarmi"....sono la madre, che guarda un po' è stata anch'essa bambina, e che lo ha cresciuto.. dunque direi che lo conosco come le mie tasche...

ascolto: si..

risparmio inutili "frustrazioni" :non lo so..

mitigo con i compromessi: beh..non educo al compromesso come linea di principio...ma spesso capita che ci si viene incontro...specialmente ora che è piu' grande...

io do "l'impressione" a mio figlio d'essere soggetto attivo: direi che no..non do l'impressione...direi che lo è totalmente...come,la maggior parte dei bambini d'oggi...intorno ai quali essendo loro, non solo parte attiva, ma attori principali...vertono tutte le altre cose...cioe' prima si vede la loro disponibilita' e poi si agisce...

sorrido.. pensando ad una mia amica alla quale quando chiedo se è libera al tal ora per andare in tale posto puntualmente mi risponde..."devo vedere cosa vuol fare ciccia...."
oggi i figli sono il fulcro su cui muove l'intera organizzazione famigliare....
altro che soggetti passivi...
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Post by laste »

Cos73 wrote:Intendevo chi avrebbe detto che il genitore dovrebbe evitare tutte le frustrazioni al figlio!
no, io mi ero incaponita sulla frase "dare frustrazioni inutili" in quanto inutili non sono, o meglio,non sono date con l'intento di abituarlo alle frustrazioni



dani69 wrote: non sara' che siamo noi genitori a volerle vedere questi "dolori", e si, perche' se mi parlate di frustrazione... mi si parla di una situazione di sofferenza, di dolore..
[....]
visto che io parto dal presupposto che..
1) spesso si vogliono vedere frustrazioni nei bambini anche quando non esistono..quando sono solo, e legittimi capricci...
2) ammettendo la frustrazione come concetto piu' soft..e cioe' come accettazione dell'attesa...come comprensione del limite..facendo si che la viva, lo preparo alla coesistenza tra le persone..alla normalita' dei rapporti umani, anche fra bambini..
3)visto che io considero mio dovere educare mio figlio, per il presente e per il futuro..
Squoto il punto 4, che non sento mio, ma quoto questo che ricalca molto bene il mio pensiero
dani69 wrote: io do "l'impressione" a mio figlio d'essere soggetto attivo: direi che no..non do l'impressione...direi che lo è totalmente...come,la maggior parte dei bambini d'oggi...intorno ai quali essendo loro, non solo parte attiva, ma attori principali...vertono tutte le altre cose...cioe' prima si vede la loro disponibilita' e poi si agisce...

sorrido.. pensando ad una mia amica alla quale quando chiedo se è libera al tal ora per andare in tale posto puntualmente mi risponde..."devo vedere cosa vuol fare ciccia...."
oggi i figli sono il fulcro su cui muove l'intera organizzazione famigliare....
altro che soggetti passivi...
amen
è un concetto espresso anche poco tempo fa in un'altra discussione
molte mamme di oggi (me compresa, ma appunto è un comportamento perfettamente in linea con quello che vedo in giro) ruotano le loro giornate, le vacanze, le scelte lavorative, familiari e via dicendo in funzione del benessere dei figli
spesso anche l'arrivo di un fratellino, o di un nuovo lavoro, o di una casa nuova, viene decisa in base al loro benessere
Leggere poi di questi bambini che
già devono subire tante frustrazioni
sono assoggettati ai tempi e ai ritmi degli adulti

o frasi del genere, a me fa sorridere
perché non è proprio la realtà dei bimbi d'oggi
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lenina
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Post by lenina »

Gwen wrote:Sì ma non capisco perchè debba essere il DS :mumble:

non vedo perchè no.
cosa cambia dal DS a delle macchinine a un album per disegnare? :mumble:

Portare un bimbo al ristorante con un gruppo di adulti significa farlo adattare a qualcosa di inadatto a lui e noioso secondo me finito di mangiare lui mentre gli adulti parlano è giusto che faccia altro, cosa sia l'altro non è che conti molto.

i bimbi li zitti a tavola a far niente in mezzo ad adulti che parlano a me fanno più tristezza di quelli che giocano.

Chiaramente una tavolata di bimbi con i bimbi che giocano ognuno per conto loro fa tristezza ugualmente
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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