ahahahtroppi_gatti wrote: quando qualcosa veniva fatta "per il mio bene" il mio primo pensiero era "cosa vuoi sapere tu di cos'è bene per me".
ma qui mi sembri una troppy che si immedesima in un'adolescente più che una troppy che si immedesima in un bambino
insomma, per fare psicologia spicciola posso dire che semplicemente, tu sara, abborisci le regole, che qualcuno te le imponga e di conseguenza ti rifiuti di imporle a tua volta?
Poco importa se la regola fa bene (es:lavarsi i denti), se l'imporla crea una frustrazione, consideri troppo grande, grave o comunque fastidioso il senso di frustrazione rispetto al beneficio della regola.
Lo so che non basta dire il (BUON) motivo per far accettare una regola (infatti l'ho detto, non serve per argomentare) ma sono convinta che se dico sempre il perché, crescendo imparerà perché una cosa fa bene o male molto prima che se dicessi solo "si fa così perché lo dico io"
lenina però non mi è chiaro di cosa si stia parlandoNon posso permettergli di scoprire se può andare a scuola o no, ma di vedere se è vero che la maestra lo rimprovererà se non fa i compiti o li fa male sì.
nel senso, che ad esempio i compiti scolastici sono un argomento spinosissimo
conosco bambini (ok, di una generazione fa) che non hanno mai avuto bisogno di una ben che minima supervisione
conosco bambini che alle medie hanno perso 1 o 2 anni per bocciatura
conosco bambini che senza l'assillo di mamma non farebbero mai niente (e forse sono adagiati sulla situazione)
altri che non fanno niente perchè la mamma lavora e avrebbero effettivamente bisogno di essere seguiti
insomma non possiamo sapere cosa sarà la scelta migliore per i nostri figli, né men che meno pensare che esista un comportamento corretto e uno no, dipende dal bambino
