"FATE LA NANNA"..

Per parlare dei più piccoli, da 0 a 5 anni
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Cosetta
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Post by Cosetta »

A me invece ha colpito "potrebbe anche vomitare dalla rabbia".
Non è la rabbia, è la disperazione.
Pochi mesi, come si può parlare di rabbia?

Comunque non preoccuparti, qui non si spara a nessuno e penso che tutte siamo consapevoli di quanto certi aspetti della cura dei nostri figli possano essere duri ed esasperanti.. quindi nessuno mette in croce una mamma che ha tentato di sopravvivere! ;)
Infatti io ce l'ho con Estevill e le cazzate che racconta, non con chi lo ascolta dalla disperazione. Lui semplicemente con belle parole e plausibili giustificazioni suggerisce un metodo che nessuno dice che non funzioni. Il problema è che non chiama le cose col loro nome. Chiama rabbia la disperazione, come fai tu? Chiama "imparare a dormire soli" la rassegnazione.
Parte da assunti sbagliati, perchè nel grande universo delle esperienze singole non è affatto vero che un bimbo che non si addormenta da solo non sia capace di gestire da solo i risvegli notturni (la mia non si è mai addormentata da sola ma poi dormiva tutta la notte, quando poppava di notte la rimettevo nella culla sveglia, e non ti dico per addormentarla la sera o il pom che drammi!), come non è vero che i bimbi che si addormentano soli poi la notte non li senti nemmeno (mi pare che ci sono esempi anche qui).
Insomma io ce l'ho con lui, spero in una punizione divina visto che sulla terra con i pianti disperati dei bambini s'è fatto una fortuna. :frusta:

Io posso dirti che nel mio caso personale anche mia figlia aveva grossissime difficoltà ad addormentarsi, ci metteva ore, non voleva proprio. Lo so che è dura. Di giorno fino ad una certa età dormiva solo in braccio, e poi con noi vicini sul letto. Se la mettevamo giù o la lasciavamo sola... 5-10 min ed era sveglia.
Io al contrario di quel che dice Estevill ho sempre cercato di starle vicina il più possibile. Per me un bimbo piccolo che si comporta così ha disturbi fisici e/o inquietudini e la vicinanza di mamma e papà son le uniche cose sensate. Il primo mese l'ho tenuta vicinissima a me di notte, perchè sentivo che ne aveva bisogno. Allo stesso tempo provavo sempre a metterla nella culla, ogni sera provavo a vedere se riusciva a dormire bene anche sola... appena si svegliava la consolavo subito, si riaddormentava al seno e provavo a rimetterla giù... poi al secondo/terzo risveglio la prendevo con me, ed ecco il semplice modo in cui ha iniziato a dormire nella sua culla tutta la notte.
Non è un metodo, è chiaro, è il NOSTRO metodo. Ma penso che le strade siano tantissime, diverse da bimbo a bimbo: sono convinta che in alcuni casi anche lasciarli mugolare un po' nel loro letto sia fattibile, anzi sia quello di cui un bimbo può avere bisogno per rilassarsi.. ma una mamma sa distinguere un mugolare di stanchezza, un "nghè nghè" di un bimbo che ha proprio bisogno di essere lasciato in pace per rilassarsi ed addormentarsi, da un pianto che non può essere ignorato, in barba ad Estevill.
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Pandina
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Post by Pandina »

marika wrote:Pandina qua non si vuole crocifiggere nessuno, ho solo una domanda: nel tuo articolo non parli, tra tutti i modi che hai tentato di farla dormire prima di Estivill, di averla messa con te nel lettone, ci avevi provato? Non funzionava?
Mi ha lasciato il segno la tua frase

Secondo me chissà che si immaginava che succedesse se avesse chiuso gli occhi.

Ecco, magari era solo terrorizzata di non trovare più la sua mamma al risveglio...
Si si ci avevamo provato. Ma Alice non riusciva a rilassarsi e rimaneva agitatissima. Ancora oggi non riesce a dormire in camera con noi e le rare volte che siamo stati in un albergo in vacanza la mettevamo nel lettino da campeggio e ci barricavamo in corridoio finché non si addormentava. Tra lei e il sonno noi non possiamo proprio infilarci, quindi niente lettone. Certo, se avesse funzionato sarebbe stato comodo!
Ti assicuro che siamo arrivati lì perché le avevamo provate davvero tutte e nessun metodo dolce aveva funzionato.
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Pandina
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Post by Pandina »

Per rispondere a Cos.
Sì, hai ragione, il mio è stato un modo per sopravvivere.
Perché Alice attaccava a piangere alle 20 e smetteva alle 6 del mattino, quando finalmente si addormentava esausta. Piangeva anche in braccio, ho fatto solchi nel pavimento a furia di camminare con lei in collo notte dopo notte dopo notte.
Tutto ha avuto un brutto inizio: il reflusso.
Brutta bestia.
Ci hanno messo un mese a capire che l'aveva (e pure bello tosto) e poi con le cure giusto il tutto è passato.
Ma i problemi col sonno sono rimasti. Si erano come cronicizzati.
Io ero stremata, giuro. Ed ho avuto anche un bell'esaurimento nervoso.
Mi sono curata con degli antidepressivi.
Mi sono ritirata in piedi ed è stato allora che ho detto basta.
Quando tutti i pediatri mi hanno confermato che Alice non aveva più dolore legato al reflusso e che tutto era stato superato, ho deciso di fare qualcosa di drastico che ci permettessi di iniziare a vivere. Perché io davvero non ce la facevo più. E le avevo provate tutte, giuro.
Dalla Tracy Hogg al dottor Sears, a tutti quanti insomma.
E so anche che sto Estivill spaccia per suo un metodo vecchio di anni... andiamo a Ferber e co.
Ho pure trovato una cosa simile sul sito del nostro pediatra ( http://www.studiopediatrico.com/index.c ... info.12946 verso la fine)... e alla fine, pur non condividendo appieno certe cosa scritte da Estivill (esattamente come dici tu) ho deciso che valeva la pena tentare.
Eravamo alla frutta.
Ha funzionato e ne sono tutt'ora felicissima, però concordo con te sul fatto che Estivill usa termini "camuffati" e che non la racconta giusta in tutto e per tutto.
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