Non parlo di questo, parlo di genitori che tendono a sdoganare tutto ed evitano qualsiasi discussione concedendo qualsiasi cosa i ragazzi desiderino (sia materiale che non) perché, a torto, pensano che in questo modo li renderanno felici.Polly wrote:sul permissivismo e il concedere tutto ho qualche dubbio, non mi sento di generalizzare e comunque sono convinta che può essere un atteggiamento che appare a chi è fuori, mi è anche capitato ad esempio di dire un no a gianluca che lui non ha proprio sentito, quindi per chi è fuori può essere sembrato che io gli avessi dato il permesso di fare una determinata cosa invece lo ha fatto senza il mio permesso, la cosa poi si risolve anche a posteriori ma con un dialogo che rimane naturalmente all'interno della famiglia, ma appunto chi ha "visto" da fuori ha un'altra consapevolezza.
oggi si può parlare di "cattiveria non coosciente" negli adolescenti?
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sicuramente e concordo con te sul fatto che la famiglia, nei primi anni, ha il ruolo principale. ma successivamente, e non a 15 anni ma molto prima, diciamo quando escono dalla famiglia, per entrare a scuola, in parrocchia, in palestra, nel gruppo, qui la famiglia può porre dei veti, fare atti di forza, ma da adulti conosciamo i limiti e cerchiamo di capire.losbanos wrote:già, ma tutto ha inizio molto prima, non quando hanno 15 anni.
ma queste cose chiedono tempo,e nel frattempo fanno danno.
che fai li incateni al letto?
Aforismi da "Criminal Minds"
A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.
ISAAC ASIMOV
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