Ho una attimino di tempo, così vi aggiorno.
PEnso che da sola non ce l'avrei mai fatta. La psicologa ieri ha toccato immediatamente il tasto giusto e mi ha fatto riflettere e pensare tanto, talmente tanto che devo mettere per iscritto quello che ho pensato perchè altrimenti non ne vengo a capo e parlarne con lei la prossima volta.
La prima domanda che mi ha fatto è stata cosa avesse rappresentato il mio ginecologo per me. Io ho risposto, niente ora, è stata una persona con cui ho fatto un pezzo della mia vita. Lei non era daccordo ed infatti è così. Riguardando indietro mi accorgo che dalla prima visita con lui ho capito e cambiato il mio modo di vivere. Mi ha messo alle strette e ho dovuto rimediare, ho preso in mano la mia vita, ho cominciato a mettere ordine, nel lavoro, nel mio peso, ho agito, non sono più stata fatta oggetto degli eventi, ma ero io che li decidevo. Capirai come posso aver vissuto il fatto che lui mi abbia mollato senza riferimenti, senza niente, così, dall'oggi al domani, dopo che avevo riposto fiducia in lui. Poi i problemi iniziano da lontano ancora, dalle vicende lavorative mai sorpassate, da un'altra figura in cui riponevo fiducia e che invece nulla ha fatto.
Ho visto me stessa da fuori, ho capito che tendo alla depressione, al non agire e che ho bisogno di qualcuno che mi scrolli, anche brutalmente per poi ripartire. E che in famiglia sono sempre io quella decisionista, quella che prende e fa, che se si è nel fango, per non dire un'altra parola, fa l'argano per risalire. E sono anche stanca...Il mio compagno è invece una persona che si lascia trasportare dagli eventi, non li decide. E' passivo,parecchio.
Secondo me la terapia andrebbe vista anche con lui.
Io comincio a stare meglio, spero di continuare. Più penso a ieri e più vengono fuori luoghi nascosti in me. Azz...Ne ho da lavorare.