La tua è sempre una bella storia di come una mamma attenta ai suoi cuccioli segua loro, e non idee precostituite.
"FATE LA NANNA"..
- Rie
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nene70
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quoto in toto!!!Patrizia wrote:Beh parliamo seriamente però.
Io ti posso raccontare come l'ho vissuto io e come sono cambiata ... (Paola, godi!!!).
Io il libretto di Estivill l'ho comperato prima di avere Sofia, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto prima di avere Sofia e dopo aver partorito. Pensai "interessante, mettiamolo in pratica nel caso la cucciolotta non dorma".
Alcune cose sono interessanti e sono consigli pieni di buon senso, che mi sento di sottoscrivere in pieno. Tipo: insegnare a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. Anche il principio secondo cui è bene abituare il bimbo a dormire senza ausili esterni (carillon, mano della mamma, addormentamento in braccio). Sono cose vere e ovvie: ma si scontrano con il fatto che in braccio hai un bambino REALE non un manichino!!!!!
Un bambino che può aver bisogno di coccole, cosa che da Estivill non è contemplata.
Un bambino che può avere difficoltà a dormire non perchè non voglia, ma perchè non può, perchè il suo sistema nervoso non è ancora sufficientemente maturo (cosa frequentissima), altra cosa che da Estivill non è contemplata.
Il metodo Estivill si basa sul lasciare il bambino ad addormentarsi da solo, il bimbo piangerà, ovvio, allora torni da lui dopo 1 minuto di urla. La seconda volta torni da lui dopo 2 minuti di urla disumane. La terza volta torni dopo 3 minuti di urla strazianti. La quarta volta torni da lui dopo 4 minuti di pura isteria.
E non lo prendi in braccio, lo rassicuri a voce e te ne vai.
Avete mai sentito il vs bambino che piange per 5 secondi? vi immaginate di moltiplicare questo istante che sembra eterno, per 12 fino a fare 1 minuto?
Il bimbo smette di urlare. La prima notte magari dop 40 minuti. QUARANTA? La seconda dopo 30 mionuti. La terza dopo 10 minuti.
La quarta notte non piange più.
E perchè? Estivill sostiene che così si è insegnato al bimbo a dormire da solo. Io sostengo che si è insegnato al bimbo cos'è la rassegnazione, che tanto la mamma non arriva, tanto vale smettere di urlare. Che tracce lascia una cosa del genere? Io parlerei di TRAUMA.
Tornando alla mia esperienza.
Sofia era una bambina che dormiva di suo, non ho mai neanche dovuto pensare a come fare a farla dormire. Pensavo di essere stata brava io (no comment).
Arrivò Leonardo. Fin dalla prima notte in ospedale, capii che la faccenda era radicalmente diversa. Alla terza volta che l'infermiera me lo portò dal nido, urlante, mi disse "signora, questo bambino ha bisogno della sua mamma, lo tenga qui e dormite assieme".
Non abbiamo mai smesso.
Io sono cambiata, ho cambiato pensiero, ho capito che la mia presunta bravura non c'entrava nulla, era un bimbo diverso, per molti aspetti molto più normale di Sofia!
Ho tentato, quando aveva circa 7 mesi, una volta, di lasciarlo nel suo lettino, di imporre il mio desiderio: ho sentito una disperazione così profonda nelle sue urle, una delusione così forte, un dirmi "mamma, perchè mi fai questo? ho solo bisogno del tuo calore"
Basta. Leonardo ha sempre dormito dove dormiva bene: un po' nel lettino e un po' con noi. A volte solo con noi. Ora, a due anni, ha imparato, con il suo ritmo di apprendimento, a dormire da solo e a fare una nanna splendida di pomeriggio. Ha imparato a dormire e a gestire qualche risveglio nel suo lettino. Ha imparato a venire da noi quando ne ha bisogno o voglia e a dormire con noi, al sicuro e al calduccio.
Un libro che vale molto più di Estivill??
"Genitori di giorno e di notte" di Wiliam Sears
CONSIGLIABILISSIMO.
hai espresso in pieno cio' che penso! (e che avevo scritto,ma che è andatao perso!:D)
La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
Anais Nin